FUSO ORARIO O ORARIO FUSO? IL VIAGGIO IN CINA DAL MILIONE (di euro) AD OGGI

Apprendiamo dagli organi di stampa della missione in terra di Cina di una delegazione regionale umbra, incappata in un problema di appuntamenti, orari e fusi.

Al di là della qualità della pianificazione di un viaggio di lavoro a tale distanza, che avrebbe richiesto un’attenzione adeguata al fatto che si stanno usando risorse pubbliche (la logica del buon padre di famiglia).

Al di là della effettiva necessità di spostare tante persone nell’epoca di Skype e del World Wide Web.

Al di là della circostanza che sarebbe necessario gestire queste iniziative secondo logiche realmente partecipative “bottom up” (dal basso), e non orizzontali (tra le diverse istituzioni) o “top down” (calate dall’alto).

Il punto fondamentale è che i cittadini dovrebbero avere, finalmente, il diritto di sapere se queste iniziative servano, o meno, agli scopi per i quali sono progettate, realizzate e pagate.

Precedenti analoghe attività si sono risolte in un ingente impegno di risorse pubbliche, a fronte di benefici reali per il tessuto economico ed imprenditoriale umbro quasi nulli.

Un errore nella programmazione o nella realizzazione di un progetto, di un viaggio, di un’attività può sempre accadere: errare humanum est.

Perseverare nella programmazione di iniziative per le quali non è dato sapere, prima, durante o dopo, se siano portatrici di benefici adeguati al loro costo è invece diabolico.

Ma ancora v’à di quelle cose le quali elli non vide, ma udille da persone degne di fede, e però le cose vedute dirà di veduta e l’altre per udita, acciò che ‘l nostro libro sia veritieri e sanza niuna menzogna” (Marco Polo, Il Milione)

 

(Di Francesco Masciarelli)

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