I BUONI PROPOSITI SULLA BANDA LARGA, NELLA SPERANZA CHE ABBIANO UN SEGUITO

E’ stato approvato dal Consiglio Regionale Umbro, in data 28/10/2014, il Piano Telematico per il triennio 2014-2016. Questo fa il punto della situazione riguardo lo sviluppo delle reti in fibra ottica, finanziato già da diversi anni dalla regione e pianificato con il Piano Telematico 2011-2013. La costruzione di un’infrastruttura di rete in fibra ottica rientra, infatti, nell’Agenda Digitale della Regione Umbria e rappresenta uno dei cinque punti cardine della stessa.
L’analisi dell’Agenda Digitale Umbra, di concerto con quelle europea ed italiana, riaccende la speranza per il futuro del cittadino. Le intenzioni riguardanti interventi, finalità e finanziamenti sono senza dubbio eccellenti.@mondo

Saremmo ingenui, però, se pensassimo che è tutto oro quello che luccica.
Sappiamo, infatti, come dietro spot governativi, a livello locale o nazionale, di sicuro buonsenso, si nascondano troppo spesso anche pericolose trappole per il cittadino/contribuente. Andiamo quindi ad analizzare nel merito cosa c’è che va riguardo al Piano Telematico 2014-2016 e quali sono i punti oscuri che dovrebbero essere chiariti.
Per prima cosa sottolineiamo con forza come “Connettività e Sviluppo” sia una delle Stelle del M5S, per questo un’azione volta a portare la banda ultralarga alla totalità dei cittadini umbri non può che trovarci favorevoli. Se si va ad analizzare quali sono gli effetti di interventi simili, si scopre che un aumento della penetrazione della banda larga del 10% tra la cittadinanza ha l’effetto di creare 5 posti di lavoro ogni 2 che si perdono (questo è accaduto in Francia, per esempio); il Pil vedrebbe una crescita stimata tra l’1% e l’1,5%.
Considerando che tutte le operazioni presentate nel Piano Telematico sono finanziate principalmente con fondi europei, che giustamente devono essere sfruttati trattandosi di soldi dei cittadini stessi, non possiamo che essere d’accordo con il piano di sviluppo delle infrastrutture di rete

@lentaGli aspetti che invece non ci convincono sono due.
Quello che ci preoccupa è che l’estensione della banda larga, essenziale allo sviluppo economico della nostra regione, si trasformi un grande spot elettorale senza che nulla cambi in termini di servizi al cittadino.
Non è infatti chiaro, una volta completate le reti, chi sarà a portare il servizio ai cittadini. Di certo non potrà trattarsi dell’Ente pubblico e non c’è traccia ad oggi di una strategia regionale nei confronti degli operatori di telecomunicazioni affinché rendano effettiva la copertura dei servizi in tutto il territorio.
Altra grande perplessità crea la gestione del progetto da parte di noti ex presidenti di partecipate con nessuna competenza in materia, nonché la gestione dei lavori e il riassetto delle varie società partecipate in Umbria Digitale, dove sono presenti cognomi noti di amici e figli degli amici, che dimostrano che nulla è cambiato nell’approccio tradizionale, tipico della politica umbra. Politica che non perde occasione per convogliare importanti risorse economiche ai soliti soggetti, sacrificando competenze, capacità e spinte verso una innovazione reale, quale quella necessaria per la gestione efficace di una politica di sviluppo strategica come l’Agenda Digitale.
E mai vorremo leggere nomi di politici “trombati” ai vertici della nuova azienda…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *