TASSA DI SOGGIORNO: CHE FINE HA FATTO?

UNA INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA PER SCOPRIRLO.

Una delle tante promesse disattese del Sindaco Romizi: l’abrogazione della tassa di soggiorno, un introito che i comuni hanno facoltà di inserire e che pesa sui turisti. Come dovrebbe essere impiegata? A lume di logica proprio per migliorare i servizi ai turisti, a 360 gradi, promuovere il territorio, anche con azioni culturali, e così ingenerare un flusso di risorse a sostegno della sviluppo turistico-culturale della città; insomma, per la programmazione di politiche di sviluppo in un settore con un altissimo potenziale. A guardare le politiche e azioni di promozione della città di Perugia e i servizi di accoglienza turistica (tra parcheggi con tariffe alle stelle, una mobilità sostenibile che non esiste, cartellonistica turistica vetusta o inesistente e potremmo continuare) non sembra proprio che la tassa di soggiorno sia stata ben impiegata eppure dovrebbe corrispondere a circa un milione di euro l’anno. Ma quale uso ne avrà fatto il Comune di Perugia, dalla sua istituzione, ad oggi? Il cambio di Giunta avrà portato a cambiamenti o continuità? Quali programmi, azioni di sviluppo turistico-culturale, di promozione del territorio e di accoglienza avrà implementato? Tutto questo chiediamo al Sindaco e alla Giunta, con una specifica interrogazione a risposta scritta, curiosi di conoscere, nel dettaglio, tutti gli arcani.

Cristina Rosetti

Portavoce Consigliere M5S

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