CONSULTA DELLA FAMIGLIA: LA PROPOSTA DISCRIMINATORIA DEL CENTRO-DESTRA E L’ASTENSIONE PD

di Stefano Giaffreda, Portavoce M5S Consiglio Comunale di Perugia

Oggi in Consiglio Comunale si discute della “Istituzione della Consulta della Famiglia e deliberazione del regolamento”, proposta a firma dei Consiglieri Stefano Mignini (Fratelli d’Italia) e Sergio De Vincenzi (Gruppo Misto). La proposta, attribuendo una “formale superiorità ed una maggiore dignità alla famiglia fondata sul matrimonio” chiede l’istituzione di una Consulta che, nell’ambito della formazione di proposte e progetti per l’offerta di servizi e nella elaborazione delle politiche fiscali, di fatto dà voce solo alla famiglia tradizionale. I proponenti, nell’inutile tentativo di legittimare giuridicamente l’iniziativa, richiamano addirittura norme costituzionali, cercando di far passare una proposta che appare fortemente discriminatoria. Dalla costituenda Consulta, infatti, sarà completamente esclusa la voce e l’espressione di tutte le famiglie monoparentali e di tutte le coppie di fatto omo ed eterosessuali. E’ paradossale che questi modelli di famiglia, ormai diffusissimi anche nel nostro territorio (dati Istat 2013 per l’Umbria rilevano un calo del 43% dei matrimoni in e una crescita esponenziale di convivenze e divorzi) vengano esclusi dalle decisioni politiche comunali. I proponenti si dimenticano degli articoli 2 e 3 della Costituzione, che tutelano, rispettivamente, i diritti dell’uomo in ogni formazione sociale e il divieto di discriminazione. Senza contare che anche a livello europeo, a partire dalla Carta dei diritti fondamentali dell’uomo, esiste un  vero e proprio “diritto alla vita familiare” che supera ampiamente il concetto di famiglia tradizionale e che invece raccoglie e tutela tutte quelle formazioni familiari mono genitoriali o costituite da coppie di fatto, anche dello stesso sesso, che non possono essere discriminate sul piano dei diritti. A ciò si aggiunga che si bypassa completamente la tutela rafforzata a cui hanno diritto i minori, i quali verranno esclusi da qualsiasi interlocuzione, senza che essi stessi abbiano potuto scegliere il modello di famiglia in cui crescere. L’ulteriore gravità di questa scelta sta nell’avallo che è stato dato dall’Assessore alle Politiche Sociali Edi Cicchi che dovrebbe fare dell’inclusione il proprio strumento principale di governo e che non potrà legittimamente attuare alcuna forma di discriminazione. Scandalosa la posizione del PD che, dopo aver presentato due importanti ordini del giorno sulla disciplina delle unioni civili e sulla trascrizione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso, un minuto più tardi ha rinnegato il proprio operato astenendosi clamorosamente in commissione su questa proposta di delibera.

In Consiglio, il Consigliere De Vincenzi ha chiesto il rinvio della pratica in commissione; mozione che abbiamo votato a favore nella speranza che i proponenti tornino sui propri passi e che la richiesta non sia stata fatta solo al fine di evitare la bocciatura della proposta, stante l’assenza di molti consiglieri di maggioranza.

 

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