TURISMO ANCORA AL PALO PER ASSENZA DI POLITICHE ADEGUATE. E ANCHE L’AEROPORTO CI RIMETTE: GLI ORGANI DI CONTROLLO ACCENDONO I RIFLETTORI SULLA RICAPITALIZZAZIONE

Il M5S ha sempre ritenuto che l’infrastruttura aeroportuale sia strategica e che vada opportunamente sostenuta, tanto che sostenemmo la prima ricapitalizzazione della consiliatura, visto l’impegno profuso dagli allora rappresentanti della Società e il piano industriale volto a sostenere il ruolo che lo Stato ha riconosciuto al nostro aeroporto. Ma la Società è in perdita – anche se le perdite si sono molto ridotte – e gli organi di controllo sulle ricapitalizzazioni ci vogliono vedere chiaro. L’aeroporto insieme all’alta velocità e ad una ferrovia efficiente potrebbe fare uscire l’Umbria da quell’isolamento in cui la mala politica l’ha relegata. E’ indubbio, però, e sono tre anni che lo diciamo, che non spetta all’aeroporto fare le politiche turistiche e promuovere il nostro territorio e che collegamenti efficienti e moderni sono una precondizione di per sé non sufficiente allo sviluppo turistico di un territorio. Ed allora, visto che a breve in seno alla Società Sase si riproporrà il problema del sostegno finanziario da parte dei soci, visto che sul fronte del turismo, la Giunta Romizi non sta facendo nulla, il M5S torna alla carica e ribadisce la richiesta rimasta disattesa fatta due anni or sono dell’audizione dei principali attori del sistema regionale: Camera di Commercio, Sviluppumbria e responsabili regionali, oltre alle associazioni di categoria, per comprendere quali politiche si sono messe in campo per dare alla nostra Regione una chance sul fronte dell’industria del turismo, anche in rete con gli altri territori che ci circondano: Toscana e Marche in primis. Purtroppo, il problema della mancanza di politiche efficaci sembra ancora sussistere e i risultati si vedono, a prescindere dal sisma, tanto che i nuovi collegamenti stradali con le Marche non sembrano avere visto il rafforzamento dei servizi verso il nostro territorio, anche in termini di adduzione all’aeroporto, dalla mancanza di contatti con gli operatori turistici (autobus privati turistici e di linea) che attraversano il nostro territorio, quando potrebbero pianificare una fermata presso l’aeroporto, per essere la stazione ferroviaria di adduzione all’aeroporto (Ospedalicchio), pur presente nel Piano regionale Trasporti, caduta nel dimenticatoio. Insomma, se l’aeroporto fa quel che deve, individuando vettori e cercando di mantenere rotte e di aprirne di nuove, spetta poi agli operatori economici e alle istituzioni regionali e comunali fare la promozione strategica del brand di Perugia e dell’Umbria nei mercati di riferimento. Ed è certo che per creare un vero brand di Perugia e dell’Umbria sia necessario riscoprirne le vocazioni e lavorare per le nuove, programmando politiche di investimento serie e mirate. E’ di questi giorni il rapporto di Legambiente che indica l’Umbria, il cuore verde d’Italia, tra le prime regioni per gli ecoreati. Il cicloturismo, poi, capace di contribuire in maniera rilevante al settore turistico, ci colloca in fondo alle classifiche. Le politiche per l’accoglienza, neanche a menzionarle, sono praticamente agli albori: dai trasporti, alla sosta, alla segnaletica turistica, del tutto insufficiente. Perugia è una delle poche città d’arte a non avere una app che aiuti a pianificarne la visita e a orientarsi. Poi, però, tutti pronti a piangersi addosso e a cercare alibi alla propria inerzia.

Cristina Rosetti

(Portavoce M5S Comune di Perugia)

 

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