Lo sviluppo turistico in Umbria: obiettivi mai raggiunti nei dorati proclami delle “conferenze di fine anno”

La conferenza di fine anno appena svolta a Palazzo Cesaroni è occasione utile per fare anche il punto dello “stato dell’arte” delle politiche turistiche della Regione Umbria.
La fiducia che la Giunta unmbra ha inteso infondere alla cittadinanza sull’imminente compimento del cammino delle riforme anche in tema di sviluppo turistico dell’Umbria, porta inevitabilmente a qualche puntualizzazione di merito.

Portale turistico: ad oggi, nonostante ripetute dichiarazioni ribadite nel corso degli ultimi 4 anni, non esiste un nuovo portale turistico regionale. Già nel maggio scorso il Movimento 5 Stelle Perugia denunciava che la Regione ha un portale risalente al 2000 costato svariati milioni di euro. Nell’ottobre scorso il M5S Perugia aveva stigmatizzato le modalità di espletamento della gara curata da Sviluppumbria e vinta da una società di Pisa, la IRNERA SrL. Sottolineando che ancora siamo in attesa di chiarimenti sul perché la Regione Umbria abbia affidato la gestione della gara alla partecipata Sviluppumbria S.p. A. senza provvedere essa stessa all’emanazione il bando del portale turismo, un ulteriore “anello” si è aggiunto alla vicenda. Dal sito della Sviluppumbria risulta, da ultimo, che la Gara per l’affidamento dei “servizi tecnici” del portale web della Regione per il turismo, sia stata vinta dall’azienda informatica “Città in Internet srl” di Perugia che gestisce il portale istituzionale del Comune di Perugia da qualche decennio. La srl in questione è amministrata da Matteo Brutti, figlio del Consigliere regionale IDV Paolo Brutti nonché amministratore unico del Consorzio Umbria Wireless ( consorzio di imprese umbre che si è aggiudicato la gara bandita da CentralCom per conto della Regione Umbria) e socio di maggioranza di Semplicittà S.p.A , erogatrice di servizi milionari a Minimetrò SpA e Comune di Perugia.

Sulle Gare d’appalto in Umbria sembra quindi che vincano sempre i “soliti noti” anche in ambiti che avrebbero potuto dare nuovo slancio a tante aziende di alta specializzazione presenti sul territorio ma che, evidentemente, preferiscono stare alla larga da Bandi regionali dagli esiti prevedibili.

Progetto “Umbria App”: Il progetto, nato nel 2011 su iniziativa della Giunta regionale, diretto a rafforzare il brand “Regione Umbria” nella filiera turismo, ambiente, cultura, rimane un’altra oscura questione mai chiarita. “Umbria App”, gestita e curata da Giovanni Tarpani, il funzionario che, alcuni mesi fa, capitanava una delegazione regionale in Cina sbagliando clamorosamente data e orario dell’appuntamento, non è chiaro con quali modalità sia stata affidata, quanto sia costata ai cittadini umbri (si vocifera centinaia di migliaia di euro), quali effettive ricadute abbia apportato allo sviluppo turistico regionale.

Umbria ed Expo 2015: già nell’agosto scorso il MoVimento 5 Stelle Perugia è intervenuto sul tema stigmatizzando la mancanza di dati sugli impegni di spesa e di impiego di personale nonché i progetti annunciati per il potenziamento dei collegamenti con Milano da anni dimenticati nel disastroso quadro dei trasporti della Regione. Ad oggi una sola certezza; quella comunicata dall’Assessore Bracco: “salta la settimana di protagonismo dell’Umbria: troppo costosa”. L’Umbria sarà presente per sole due settimane nel ‘Padiglione Italia’, tra la fine di luglio e l’inizio di agosto con un costo complessivo di oltre 400 mila euro. Nulla è dato sapere sullo stato dei lavori della “cabina di regia” creata nel maggio scorso che ha visto la partecipazione di 23 Enti ( tra cui Camere di commercio di Perugia e Terni, Anci, le due Università, Sviluppumbria, Coldiretti, Confagricoltura, Confindustria, Legacoop). Anzi, a pochi mesi dall’inizio dell’Expo, Bracco ha rinnovato l’appello «alle associazioni di categoria, agli enti camerali e agli enti locali» al fine «di cooperare con noi in vista dell’Expo». Non è certo da oggi che il M5S sottolinea che il Documento triennale di indirizzo strategico per il turismo 2014-2016, non contiene l’adeguata integrazione delle azioni regionali in relazione all’Expo di Milano soprattutto sul fronte della misurazione dell’effettiva efficacia delle scelte strategiche della Regione Umbria. L’assoluta incapacità di pianificare gli obiettivi in modo chiaro, misurabile e raggiungibile è dunque un dato che sembra trapelare dalla necessità stessa di dover lanciare “appelli” .

Aeroporto San Francesco: Alcuni mesi fa il MoVimento 5 Stelle Perugia chiedeva a mezzo stampa che l’Assessore Silvano Rometti chiarisse se e quando sarebbero stati ripristinati i voli su Milano dall’aeroporto di Sant’Egidio e quali esiti abbia prodotto il dichiarato pressing su Trenitalia e Busitalia per sostenere i flussi turistici in occasione dell’Expo. Le uniche attuali certezze sono le seguenti: nessun volo per Milano è in programma; gli umbri potranno però recarsi a Monaco di Baviera a partire solo da marzo fino ad ottobre; ai lavoratori della SASE è stato proposto un “contratto di solidarietà” per contenere lo sbilancio della società che gestisce l’aeroporto (recentemente ricapitalizzata). Da rimarcare che i lavoratori della SASE, già nel dicembre 2010, chiedevano un nuovo gruppo dirigente, lamentando che la “La struttura non è l’isola felice che viene dipinta: i passeggeri annui non aumentano e non ci sono nuove compagnie interessate a voli da e per l’Umbria”. D’altro canto, il Presidente SASE, Mario Fagotti, cerca di arrangiarsi come può assumendo iniziative e favorendo collaborazioni, costretto a salvare il salvabile con voli aerei di breve periodo, in assenza di un piano regionale di ampio respiro, dove l’aeroporto S. Francesco riesca a trovare un serio e dignitoso impiego .

In conclusione, sembra dunque che l’intera classe dirigente umbra continui a “navigare a vista” senza che i ritardi e le anomalie nell’attuazione di azioni concrete nel settore regionale del Turismo scalfiscano i dorati proclami delle “conferenze di fine anno” dense di obiettivi mai raggiunti. Continuano a mancare risposte credibili e misurabili in un settore economico strategico come quello turistico che, insieme alla cultura e ad un sistema integrato di mobilità, potrebbero dare nuovo slancio e vitalità e garantire l’effettivo sviluppo di una Regione oramai in ginocchio.

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