IMPOSTA RIFIUTI: LA CURIA DI PERUGIA CHIEDE ESENZIONI E AGEVOLAZIONI. MA, IL COMUNE DI PERUGIA APPLICA L’IMPOSTA AI BENI DI PROPRIETA’ DI ENTI ECCLESIASTICI? INTERROGAZIONE DEL M5S

Si apprende di una serie di istanze formulate dalla Curia di Perugia-Città della Pieve, in merito all’applicazione dell’imposta sui rifiuti (TARI) agli immobili di proprietà degli enti ecclesiastici e di contatti, già intercorsi con il Comune di Perugia, in merito alla definizione della Tari per i predetti immobili. Vengono chieste una serie di esenzioni e agevolazioni, anche per l’ipotesi di denuncia tardiva di occupazione degli immobili, da parte di sacerdoti e di religiosi; denuncia, che ricordiamo è un atto dovuto appena a qualsiasi titolo si occupa un immobile. Ora, ci chiediamo quale sia stata sino ad ora l’attività del Comune e del Gestore in merito all’applicazione della predetta imposta ai beni immobili di proprietà di enti ecclesiastici, non essendo a conoscenza di altre “trattative” intercorse con altre categorie di utenti, spesso fortemente vessate dal costo iniquo dell’imposta sui rifiuti. Per vederci chiaro, il M5S ha fatto accesso agli atti e ha presentato una interrogazione urgente alla Giunta Romizi.

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INTERROGAZIONE URGENTE A RISPOSTA ORALE

Oggetto: TARI su beni di proprietà di Enti ecclesiastici.

Ai sensi dell’art. 68, comma 2, del Regolamento del Consiglio Comunale il sottoscritto Consigliere Comunale,

PREMESSO

  • L’imposta sui rifiuti costituisce un costo per cittadini e imprese di carattere eccessivamente oneroso e del tutto ingiustificato in relazione ai pessimi dati relativi alla raccolta differenziata (l’obiettivo del 65% da raggiungersi entro il 2012, ad oggi, non è stato raggiunto), al riciclo, alla qualità merceologica nonché agli standard di qualità anche in termini di pulizia e tipologia di raccolta della città;
  • L’attuale sistema di calcolo presuntivo dell’imposta è assolutamente iniquo e illegittimo;
  • Non risulta per nulla chiaro l’atteggiamento del Comune di Perugia in merito all’applicazione dell’imposta ai beni di proprietà degli enti ecclesiastici e preoccupa la notizia di una sorta di “trattativa” in corso e contatti con gli uffici tecnici quasi a voler creare una disciplina ad hoc a favore di tale categoria di beni; trattamento che non ha riguardato invece le imprese, le quali sono spesso costrette a chiudere i battenti e perdono di competitività anche per l’alto costo dell’imposta rifiuti;

INTERROGA IL SINDACO SUI SEGUENTI QUESITI

  • Gli immobili di proprietà di enti ecclesiastici sono stati censiti dal Comune di Perugia?
  • Tali immobili pagano l’imposta sui rifiuti?
  • L’attività di accertamento dell’evasione fiscale ha riguardato anche tali immobili? Con quali risultati?
  • Gli enti ecclesiastici hanno chiesto forme di esenzione o riduzione?
  • Se sì, a quale titolo?
  • Sussiste una “trattativa” tra Comune di Perugia e la Curia Arcivescovile Metropolitana – Perugia-Città della Pieve in ordine alle riduzioni ed esenzioni da accordare e alle modalità e tempistiche di denuncia dell’occupazione (atto dovuto da chiunque occupi un immobile)?
  • Qual è il contenuto dei colloqui e dei contatti con i servizi tecnici preposti in merito alla Tari degli Enti ecclesiastici, di cui alla missiva a firma della Curia Arcivescovile?
  • Qual è stata la risposta alla predetta missiva?
  • Vi sono “trattative” in corso con altre categorie di possessori di immobili, quali le imprese alberghiere o altre categorie?

Perugia, 9 dicembre 2017

                                                                                                           Il Consigliere

Cristina Rosetti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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