IL M5S CHIEDE L’AVVIO DI UNO STUDIO EPIDEMIOLOGICO NELLA CITTA’ DI PERUGIA. TROPPE LE PROBLEMATICHE AMBIENTALI CHE CREANO ALLARME NELLA POPOLAZIONE, RIMASTA INASCOLTATA

In questi tre anni di consiliatura, il M5S ha messo in luce, con plurimi atti di controllo, le problematiche ambientali più sentite nel nostro territorio, a cui si sono accompagnati gli “scandali” Gesenu con ipotesi di reato che sono altrettante ipotesi di inquinamento ambientale, di cui dovranno essere definiti gli impatti. Per anni i cittadini hanno segnalato problematiche riguardanti impianti pubblici e privati e intrapreso anche azioni giudiziarie a tutela della propria salute, ma, di fatto, sono rimasti inascoltati dalle istituzioni che avrebbero dovuto dare delle risposte e prevenire fatti che, invece, spesso hanno favorito; fatti, finiti sotto la lente delle autorità competenti a reprimere i reati. La mancanza di ascolto delle popolazioni è ora certificata anche dalle informative della Polizia Giudiziaria sul caso Gesenu, ad esempio, dove si citano i cittadini che per anni hanno denunciato emissioni maleodoranti, per colpa delle quali hanno dovuto modificare le proprie abitudini di vita e che non hanno avuto risposte. Così come senza risposta sono rimaste le richieste di valutare lo stato di salute della popolazione e di rafforzare i controlli sul corretto operato dei gestori di impianti e industrie inquinanti. E la Giunta Romizi non fa differenza rispetto ai governi precedenti. Il caso emblematico è quello dell’indennità di disagio ambientale. Oltre due milioni di euro, il cui utilizzo inappropriato è stato più volte denunciato dal M5S, anche in sede di Commissione controllo e garanzia. La Giunta Romizi ha preferito investire le risorse per sconti sulla tariffa e per il rifacimento dei marciapiedi e dell’illuminazione pubblica, ignorando quei cittadini che chiedevano la tutela del loro ambiente e strumenti di controllo del corretto operato dei gestori degli impianti, quali la discarica di Borgo Giglione, oggi, chiusa. E, sul fronte dell’inquinamento dell’aria e di quello acustico, le cose non vanno certamente meglio. Ma di segnali allarmanti ce ne sono molti. È di questi giorni la pubblicazione su Lancet Oncology dell’aggiornamento sull’incidenza a livello mondiale del cancro nell’infanzia (0-14) e nell’adolescenza (15-19), nel periodo 2001-2010. L’ indagine è stata condotta dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) in collaborazione con l’Associazione internazionale dei registri del cancro e ha riguardato 62 paesi a livello mondiale distribuiti in 5 continenti. I tumori rappresentano una delle principali cause di morte nei bambini e la loro incidenza risulta in aumento: a livello globale si è passati da 124 casi per milione di bambini fra 0 e 14 anni nel 1980 a 140 casi nel 2010. Dall’articolo emerge che l’area del mondo in cui si registra la più elevata incidenza di cancro fra 0-14 anni e fra 15-19 è il Sud Europa in cui sono compresi Croazia, Cipro, Italia, Malta, Portogallo, Spagna. Dallo studio mergono risultati inquietanti perché in Italia si osservano le più elevate incidenze rispetto a tutti gli altri paesi del continente europeo. Inoltre, in 4 registri italiani, tra cui vi è l’Umbria (gli altri sono Modena, Parma e Romagna), l’incidenza supera addirittura i 200 casi fra 0-14 anni per milione di bambini/anno. E le cause sono certamente da ricondursi alle sostanze tossiche e cancerogene che passano dalla madre al feto già durante la vita intrauterina. Questo ulteriore primato richiede risposte incisive e l’elaborazione di politiche pubbliche capaci di risanare l’ambiente, ridurre drasticamente ogni forma di inquinamento e prevenirne di ulteriore al fine di tutelare la salute dei cittadini. A fronte dell’inerzia della Giunta Romizi e dell’Assessorato all’ambiente, praticamente inesistente, il M5S ha depositato in questi giorni un ordine del giorno che impegna il Sindaco, anche in qualità di autorità sanitaria, oltre che tutta la Giunta: ad adoperarsi prontamente, affinché le autorità ed enti competenti provvedano ad attivare uno studio epidemiologico, che indaghi il rapporto ambiente-salute, fotografi lo stato di salute attuale della popolazione, individui le fonti inquinanti e indichi le misure necessarie al miglioramento dell’ambiente di vita della popolazione, anche in una ottica di prevenzione del danno potenziale e ad implementare tutte le politiche che risulteranno necessarie a migliorare le condizioni di vita della popolazione e fine preventivo. Con tale ordine del giorno si intendono coinvolgere tutti gli enti competenti, a partire dalla USL, nonché le associazioni e comitati di medici e cittadini che da anni si occupano del temi della salute e dell’ambiente.

Cristina Rosetti

(Portavoce M5S Comune di Perugia)

ODG STUDIO EPIDEMIOLOGICO CITTA DI PERUGIA

 

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