AUDIZIONE UMBRA ACQUE: SERVIZIO IDRICO, UN SERVIZIO CHE FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI

Approssimativa sotto più profili la relazione annuale del Presidente di parte pubblica Carini in Commissione bilancio, sull’andamento della società Umbra Acque e soprattutto sullo stato del servizio idrico. Molti quesiti rimasti senza risposta, quali: i costi delle perdite di rete, che raggiungono il 50%, posti a carico della tariffa, che il Presidente non sa quantificare, gli standard di qualità del servizio imposti dall’Autorità nazionale per il servizio idrico che in gran parte Umbra Acque non riesce a soddisfare, primo fra tutti i tempi di allaccio delle forniture, ma certamente i tempi di risposta del servizio di Call Center, degli sportelli fisici e dei tempi di riscontro ai reclami. Indennizzi automatici che in caso di violazione degli standard vanno corrisposti agli utenti, anche qui, per importi che il Presidente ignora e che soprattutto non si sa se vengano effettivamente versati. Eppure, Umbra Acque, per far fronte ai nuovi standard di qualità ha assunto personale (e il costo del personale e dell’intero funzionamento della società rappresenta un costo importante tra quelli scaricati in tariffa) con procedure e criteri che per il M5S non sono stati trasparenti e non danno garanzia di effettiva qualità delle risorse assunte. La trasparenza non è di casa a Umbra Acque tanto che non ci risultano pubblicati sul sito incarichi e consulenze per gli anni 2016 e 2017 e non risultano neppure le motivazioni di lauti incarichi degli anni pregressi; incarichi anche legali, oltre che tecnici, spesso alla medesima persona. Sulle perdite di rete, stando al contratto di servizio, Umbra Acque risulta inadempiente, per non averle contenute, tanto che l’Auri ha di recente contestato tale inadempimento, ma Umbra Acque scarica la colpa sui sindaci che non avrebbero caricato sulle tariffe i relativi costi. Il Presidente Carini è venuto poi a battere cassa. Invece di spiegarci come ha operato per garantire incrementi di efficienza, anche organizzativa, della società e del servizio, per contenere la tariffa, ha chiesto, come fatto anche dai suoi predecessori, ulteriori incrementi delle tariffe, che, ricordiamo, in questi anni, hanno subito incrementi continui, l’ultimo del 5,5%. Ed ancora, sul piano del mancato pagamento dei canoni sulle reti ai comuni, con un residuo ancora da riscuotere per il Comune di Perugia, pari a circa 2,5 milioni di euro, che l’Autorità d’ambito aveva proposto di rateizzare, il M5S ha ribadito la propria posizione: la riscossione va fatta per l’intero, tanto più in questo momento storico in cui la Corte dei Conti ha finalmente chiesto conto al Comune di Perugia della cattiva gestione del bilancio e degli annosi problemi di liquidità. Non sussiste, peraltro, alcun atto che vincoli il Comune a rispettare la dilazione. Il canone sulle reti era infatti un costo da mettere a bilancio per la società e il fatto che Umbra Acque attraversi ormai da anni difficoltà finanziarie, che è bene che risolva, non può ricadere sul bilancio comunale o sulle tariffe a carico dei cittadini. Il servizio idrico è un servizio strategico, al quale la Giunta Romizi non sta dando la rilevanza che merita, non avendo mutato alcunché nella gestione societaria, sempre spianata sulle posizioni del socio privato, né avendo prodotto risparmi in termini di efficientamento dei costi, o incrementi nella qualità del servizio, che, stando al mancato rispetto degli standard definiti dall’Autorità nazionale per il servizio idrico, fa acqua da tutte le parti.

Cristina Rosetti

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